Un toponimo bello ma misterioso

Il toponimo “S. Giustina in Colle” si rileva, per la prima volta, dalla testimonianza di un certo Pietro di Alberto, in occasione di una tediosa controversia sorta nel 1188 tra canonici della cattedrale di Padova ed Albertino di Tergola. Nell’antico documento si legge, ad un certo punto, “[...] plebi de Sancta Justina in collo”.

La desinenza in “o” dell’ultimo vocabolo è significativa: niente monti o colline, dunque, da queste parti. E benché qualcuno voglia giustificare ad ogni costo il nome del paese avanzando l’ipotesi che qui, forse, esisteva un’altura medioevale costituita dai resti di una fortificazione romana, sulla quale sorgeva l’edificio che doveva essere la prima chiesa rurale “Caput mundi” (ancor oggi, in paese, esiste la via Caodelmondo), cui facevano riferimento i cristiani della campagna centuriata, “collo” potrebbe significare, più pedestremente, “pacco”, “involto”, fardello, “balla”, “sacco”, “cassetta” o “baule”: termini che meglio s’addicono ad una stazione di dogana, posta su un incrocio di strade secondarie, tra i fiumiciattoli Tergola ed Orcone. Sulla parola “collo”, poi, qualche storico, o pseudo-storico, s’è sbizzarrito a ricamarci sopra, ma con scarsi risultati, se si pensa che il sostantivo si presta facilmente a varie interpretazioni.

L’ipotesi che il nome del paese derivi dall’espressione “Santa Giustina decollata” va senz’altro scartata, poiché è stato appurato che la prima martire padovana (secolo IV) non venne decapitata, bensì trafitta da spada nei pressi del Prato della Valle. Secondo alcuni ricercatori, pare che il toponimo abbia origini ben più antiche e derivi dal latino “Sanctae Justinae incolae”, che traduciamo letteralmente in “abitanti di Santa Giustina”.

Ma la congettura più accreditata, sostenuta anche da storici del calibro di monsignor Claudio Bellinati della Curia vescovile di Padova, è che il toponimo derivi dall’espressione “Sancta Justina in coelo” (ovvero “Santa Giustina in cielo”), essendosi forse verificato, in epoca antica, un errore di trascrizione (qualcuno nei primi documenti deve aver allungato la “e” del dittongo latino, facendola diventare una “l” ”).

E’ da rilevare, in ogni modo, che il nome in questione, dal punto di vista eufonico, è dolce e suggestivo e che questo Comune vanta la prerogativa di possedere il più bello tra i toponimi dei comuni circonvicini.